giovedì, 26 marzo 2009

Mi capita spesso di camminare per strada e ricevere apprezzamenti. Non lo dico per bullarmi, anzi non credo di essere questa grande stragnocca spettacolare, ma è una premessa doverosa per quanto segue.
Che poi, a dirla tutta, io ODIO ricevere apprezzamenti, non mi lusinga per nulla. Di solito, quando capita, guardo malissimo il malcapitato, sussurro a mezza bocca un "ma vaffanculo" e vado via scuotendo la testa e pensando "Mi fai schifo, patetico individuo viscido e ripugnante". Ma questa è un'altra storia.

Comunque, torniamo a ieri. Finita la pausa pranzo me ne stavo tornando tutta tranquilla in ufficio, chiacchierando amabilmente con una mia amica. D'un tratto spunta da dietro l'angolo un tizio sulla sedia a rotelle (preciso: era sulla sedia a rotelle non perchè paralizzato o tetraplegico o cose brutte, era sulla sedia a rotelle perchè aveva una gamba rotta... aveva anche qualche rotella fuori posto, ma questo l'ho scoperto in seguito). Vabbè, mi dispiace per te, ma io continuo a chiacchierare camminando. A un certo punto sento il rumoraccio tipico di quando si scivola sul terriccio o sulla ghiaia, mi giro di scatto in direzione del rumore, pensando tra l'altro "oddio, sarà caduta qualche vecchia che mi toccherà rialzare".
E invece era il coglionazzo sulla sedia a rotelle, che mentre andava a velocità assurda, teneva giù il piede sano facendo strusciare a terra la scarpa. (E già sei idiota, perchè giacchè hai una gamba rotta, fossi in te cercherei di preservare l'integrità dell'altra).  Appurato che era lui mi rigiro e continuo a camminare.

Egli evidentemente deve avere male interpretato la mia occhiata, e cosa fa? Con voce da isterico perso urla: "Cessoooooo!!!!!". La  mia amica ed io ovviamente ci giriamo verso di lui, come anche il resto della piazza. E lui: "Cos'è, ti giri perchè ti senti chiamata in causa? Eh? CEEEESSOOOOOOOO!!!!"
Lì per lì io e la mia amica ci siamo cagate in braghette e abbiamo accelerato il passo. Una volta attraversata la strada, e soprattutto una volta ricordateci che era zoppo, quindi non ci avrebbe inseguito tanto facilmente, siamo scoppiate a ridere.
Credo sia una delle cose più belle che mi siano mai capitate nella vita. Una scena esilarante.

E comunque, i pazzi tutti da me!

GinevraMalfoy ha sproloquiato alle ore 16:39 | Permalink | commenti (4)
categoria:storie, ordinaria follia
mercoledì, 11 marzo 2009

Ho una nuova droga.
Si chiama Miu Miu.
Le scarpe di Miu Miu sono stupende.
Le borse di Miu Miu sono magnifiche.
Gli accessori di Miu Miu sono fantastici.
E io devo pagare l'affitto.

Sono nella merda. 

GinevraMalfoy ha sproloquiato alle ore 11:15 | Permalink | commenti (14)
categoria:pieces of me
giovedì, 05 marzo 2009

Febbraio è stato il mese in cui il lavoro mi ha risucchiata.

E’ stato il mese in cui ho fatto un sacco di snowboard e, dopo i primi momenti in cui si presagiva per me una fine imminente, sono diventata brava. E adesso ne vorrei ancora. E ancora. E ancora.

E’ stato il mese in cui il dilemma “frangetta sì, frangetta no” ha accompagnato molte delle mie notti insonni. Alla fine è stata frangetta sì, e sono felice.

Febbraio è stato un mese di lunghe meditazioni, fino a giungere ad una conclusione inaspettata, ma in cui ora credo fermamente. E la pazienza è sempre la virtù che mi manca, ma che devo avere anche se non vorrei. E vabbè, aspetterò. Va bene così.

Febbraio è stato anche un po’ il mese del romanticismo, e non me l’aspettavo. E’ stato un mese di compleanni, di lauree, di feste e di cene in compagnia.

E adesso che è passato, nonostante tutto, come ogni anno mi sembra che Febbraio sia stato il mese più inutile che esista.

E sono stata punita per averlo pensato, perché marzo è iniziato abbastanza di merda. Così ieri notte prendo in mano la mia bibbia audiovisiva (il cofanetto con tutte le serie di “Sex and the city”) e infilo una puntata a caso. E Carrie mi chiede:  Are there women who live for the sole purpose of making other women feel bad about themselves?”  Sì, sì e ancora sì porcacciaputtana. Centro. E quindi niente, sto ancora un po’ così…. Qual è la parola giusta? Uno schifo. Ma tanto si sa che a me il malumore dura il tempo di una mestruazione, e poi ritorno festante e giuoiosa e gaudente, percui sticazzi! Eh già, sticazzi è la chiave per essere felici, sempre pensato. Tiè, pure se sto una merda lascio delle perle di saggezza incredibili.

Sticazzi è la chiave per essere felici.
Che massima! Mi compiaccio.

E ora posso tornare a leccarmi le ferite. Adieu.

GinevraMalfoy ha sproloquiato alle ore 14:50 | Permalink | commenti (8)
categoria:paranoie, pieces of me
martedì, 13 gennaio 2009

Pare che me le invento, ma giuro che è vero!

Al telefono:
- Pronto?.... Chi parla?.... Ah... No mi scusi, non capisco.... aspetti un attimo signora che le passo mia figlia.... Tieni Federì, cerca di capire che vuole questa.
- Sì pronto?..... Pà, perchè mi hai passato una voce registrata della Telecom? -.-

Al telefono bis:
DRIN!
- Pronto?.....
DRIN!
- Pronto? Pronto??!!!
DRIN!
- Pronto? Pronto?!!!!... io non capisco perchè continua a squillare se ho risposto!
Mia madre: - Forse perchè hai risposto col telecomando. -.-

Al ristorante:
- E insomma tuo padre ci ha trascinato al cinema a vedere sto film da suicidio, una mattonata!
- Ma quale mattonata, non capite niente! Pensa Fede che questo film ha vinto anche due Globetrotter!
- Due che?!
- Globetrotter!
- Certo Pà, magari volevi dire Golden Globe? -.-

E' sempre un piacere tornare a casa.

GinevraMalfoy ha sproloquiato alle ore 13:44 | Permalink | commenti (13)
categoria:ordinaria follia, pieces of me, casi umani
giovedì, 18 dicembre 2008

Di pari passo con l'arrivo del Natale, vanno innumerevoli post di persone... tristi? insoddisfatte? profondamente infelici?... mah, non saprei neanche come definirle... beh insomma, persone che odiano il Natale. E via ai mille luoghi comuni: orami è solo una festa commerciale, non si dovrebbe lucrare su una ricorrenza cristiana, è solo uno spreco di soldi, ma io dico mica mi serve Natale per fare un regalo a mia madre e dirle che le voglio bene, invece di sprecare soldi per regalarmi cose che non mi piacciono, piuttosto compratemi pane e pasta che servono sempre... e via dicendo. Tristi tristi tristi!

Dai, cosa c'è di più bello del Natale? Si mangia e si beve come maiali grassi, si prendono in giro zii bizzarri, si bara a tombola approfittandosene della nonnina rincoglionita ( "è uscito il 10?" "No no, vai tranquilla"... e invece sì che è uscito, e lei ha fatto cinquina da 20 minuti ma non lo sa), ma soprattutto ci sono i regali! Ed è così bello andare in giro a comprare regali agli amici, perchè poi ti immagini la faccia che faranno quando li apriranno. Ed è bello fare regali a chi non te lo fa, perchè se te lo senti è giusto così. Ed è bello ricevere quel regalo inaspettato, da quella persona che non pensavi...e invece... E dai, alla fine è bello pure ricevere quel regalo improponibile, quello che quando lo apri pensi "e mo come faccio a sorridere e ringraziare che manco ho capito che cazzo è sto coso?!" Quando capita a me ci metto sempre più entusiasmo del necessario: "Oh grazie grazie grazie mille!! E' stupendo!! Era un sacco di tempo che lo volevo questo... questo..questo... scusa, ma cos'è?". Però alla fine ma quante risate ti fai quando torni a casa? Impagabile!

Ho una teoria, ma stavolta una seria: credo che le Feste facciano schifo a chi è solo, a chi non ha affetti, a chi non ha amici con cui scambiarsi i regali, a chi non ha amici o colleghi con cui fare le cene di Natale, a chi non ha amici con cui divertirsi a Capodanno. Beh, mi dispiace per voi, ma non venite a menarla a me con la storia che il Natale fa schifo, perchè è una stronzata!

GinevraMalfoy ha sproloquiato alle ore 13:57 | Permalink | commenti (16)
categoria:teorie
mercoledì, 03 dicembre 2008

Mi chiedo se i pantaloni kaki siano una nuova figura retorica.

E’ una cosa che mi ha sempre colpito: nel 90% dei libri che ho letto a un certo punto il protagonista maschile viene descritto indossare i pantaloni kaki. Se si descrive l’abbigliamento di un uomo mai una volta che sto poraccio abbia su un paio di jeans, una tuta, un completo gessato, un kilt… no, pantaloni kaki! Ma sono eleganti o sportivi? Mai capito. E settimana scorsa ho finito di leggere Breaking Dawn, e sti cazzo di pantaloni fanno la loro comparsa per ben due volte. Ora, va bene tutto, ma Edward Cullen con i pantaloni kaki no per favore! Eccheccazzo su, un po’ di rispetto per il mio sogno erotico!

Vorrei conoscere Helen Fielding, o Stephenie Meyer, oppure Sophie Kinsella o qualsiasi altro autore o autrice a caso e chiedergli cos’hanno di speciale sti pantaloni kaki: fanno letterato? Fa davvero differenza scrivere “era bellissimo nella sua camicia bianca e nei suoi jeans chiari” piuttosto che “era bellissimo nella sua camicia bianca e nei suoi pantaloni kaki”? No io davvero lo vorrei capire.

Ma soprattutto la domanda che mi attanaglia è: ma che cazzo di colore è il kaki????

GinevraMalfoy ha sproloquiato alle ore 11:29 | Permalink | commenti (13)
categoria:paranoie, i grandi interrogativi
giovedì, 20 novembre 2008

Mamma: Ciao, come va?

Papà: tutto bene grazie.

Mamma: noi (io e lei) torniamo tra poco. Che stai facendo?

Papà: leggevo. Federica e Antonella (cioè io e mamma) non ci sono, tornano per pranzo.

Mamma: (perplessa) scusa, e io chi sono?

Papà dice il nome di mia zia.

Mamma: no, sono Antonella.

Papà: Antonella chi?!

Mamma: TUA MOGLIEEEEEE!!!!!

Papà: ah....ciao!

(Questa era per Tortello bello).

GinevraMalfoy ha sproloquiato alle ore 13:41 | Permalink | commenti (5)
categoria:ordinaria follia, casi umani
martedì, 11 novembre 2008

Contro ogni previsione non sono morta, anche se ci sono andata vicino rischiando di essere stirata da un tram (che poi si sa che non è un bel periodo per i tram qui a Milano). Ma ora sono di nuovo qui. Che lo si creda o no, ho lavorato un sacco… capita anche ai migliori. Non che vi siate persi chissà quale affaccendarsi di mirabolanti eventi eh? Anzi, posso affermare con sicurezza che non è successo un cazzo di niente, olè. Questo weekend sono tornata in terra natia, dove il mio genitore maschio ha dato un’altra incredibile prova di sé. Riceve una telefonata da tale Fabio, un nostro conoscente amico del nostro amico Roberto (da notare: i miei genitori e i genitori di Roberto sono amici strettissimi). Il povero cristo giustamente si identifica: “Ciao, sono Fabio l’amico di Roberto”.
Mio padre capisce “ciao sono Roberto”, e da questo punto in poi è il casino.
“Ah ciao, dimmi tutto!”
“Mamma sta male…”
A mio padre viene il panico. “Come sta male? Che è successo?”
“Eh non lo so perché io sono a lavoro”.
“Ma come, sei già a lavoro?” chiede mio padre, visto che Roberto 2 giorni prima si era operato a un piede.
Il tizio ignaro risponde “Eh sì, sono già le 11… comunque ti dicevo… sono bloccato qui, non è che puoi passare a prendere mamma e portarla in ospedale da te, tempo che io arrivo?”
“Ma certo, stai tranquillo, vado subito!”
“Ok, ti do l’indirizzo…”
“Macchè indirizzo, lo so benissimo dove abita. Ciao!” E sbam, giù il telefono. Il tipo rimane basito, poi chiama mia madre e le racconta l’accaduto. Mia madre capisce che sicuro mio padre deve aver fatto casino, e lo chiama al cellulare. Lui: “Ciao, lasciami stare non è il momento, sto correndo a casa di Graziella che sta male”.
“Smetti di correre cretino! Non hai capito niente”. E con tutta la pazienza di cui un essere umano dispone, mia madre spiega i fatti. Ma non finisce qui.
A questo punto però, cito testualmente quel genio incompreso che è mio padre: “Allora so andato a prende sta vecchia, e vedo due signore che scendono e a un certo punto una casca per strada. Allora so sceso dalla macchina e le ho chiesto “E’ lei Elisa?”, e infatti era lei, e allora l’ho raccolta”. Qui intervengo io “Scusa pa’ ma se quella non era Elisa tu lasciavi una vecchia per terra in mezzo alla strada?” Non ha risposto, ma ha proseguito il racconto: “ Siamo arrivati in ospedale da me, e io già avevo chiamato il mio amico per dire che stavamo arrivando, se poteva darle un’occhiata. Arriviamo a ortopedia e hai visto che c’è la scalinata con la balaustra al centro? Allora ho detto alla signora “Si tenga forte alla balaustra, che dall’altra parte la tengo io”. M’ha detto di sì, ma al primo gradino è caduta. E aritiramola su! Arrivo dal mio amico che la visita e poi mi dice “Portala subito al pronto soccorso che ha avuto un principio di ictus!” Ecco, annamo bene… Allora j’ho detto “Sì ma prendi una sedia a rotelle e aiutami a metterla seduta prima che me ricasca”. Manco ho fatto in tempo a finì la frase che vaffancubo m’è cascata n’artra vorta! L’ho portata di corsa al pronto soccorso e per fortuna Fabio era già arrivato. J’ho detto “Tiè, piate mamma che io me ne vado prima che me casca n’artra volta!” E so tornato in ufficio, perché sennò me ricoveravano a me pe’ esaurimento!”
Mio padre è un genio!

GinevraMalfoy ha sproloquiato alle ore 12:36 | Permalink | commenti (6)
categoria:storie, casi umani
giovedì, 02 ottobre 2008

Settimana scorsa genitori in visita alla figliol prodiga (ovvero me medesima).
Sabato sera, ristorante:
Mio padre: allora, sei carico per il derby?
Sant'uomo: eh sì, speriamo bene però!
Mio padre: massì massì, il milan sta uscendo dalla crisi.
Sant'uomo: eh lo so, ma lo stesso la vedo brutta questa partita.
Mio padre: ah io no, io la vedo su Sky!
Mooolto più tardi, a casa mia:
Sant'uomo: oh tuo padre con quella risposta di Sky ha dimostrato proprio di essere tuo padre, giusto dalla stessa famiglia potevate venire... più sicuro di un test del DNA.

Ecco, grazie amore, ti amo anche io.

GinevraMalfoy ha sproloquiato alle ore 12:24 | Permalink | commenti (8)
categoria:pieces of me, casi umani
mercoledì, 24 settembre 2008

La notizia sensazionale è che ho cucinato per due miei amici lunedì sera, e ad oggi sono ancora vivi.

Il mio ego di fanciulla  sensazionale dotata di acume – intelligenza - simpatia innata - passionalità – e - un – certo – fascino - quindi - da - non - farsi - scappare vacilla. Vacilla per colpa di una donna della mia stessa età, che lavora le mie stesse ore, che fa perfino il mio stesso lavoro, che vive sola in 30mq come me ma che Vissani le farebbe una pippa se fosse dotata di attributo maschile.

Ella fa il pane in casa (no dico, il pane in casa santi numi!!! Manco la famiglia del Mulino Bianco lo faceva…. Eccerto, mangiavano quello già fatto del Mulino, sennò che sponsor erano? Ma vabbè, sto divagando). Dicevamo, ella fa il pane, fa le tagliatelle al salmone in crosta (no dico, in crosta!!), ella fa la torta di carne rovesciata (no dico, rovesciata!!), ella fa le mini pizzettine con le sue mani, ella fa le torte (le FA, non compra quelle del Mulino Bianco come ho fatto io lunedì… manco dal pasticcere so andata, pezzente! Oltre che incapace), le sue torte le sogni la notte per quanto sono buone. Io… io vado avanti a 4 salti in padella porco il demonio, e adesso mi chiedo se può dipendere solo dal fatto che il forno non mi funziona e che non ho il dannatissimo Bimby, quindi queste gravi mancanze tarpano le ali della mia creatività culinaria, o se… cioè, voglio dire, sarei veramente una gran cuoca col Bimby? Di questo passo non stupiamoci se il numero di proposte di matrimonio ricevute attualmente è pari a zero: i 4 salti in padella gli uomini se li sanno fare da soli. Eccheppalle!

GinevraMalfoy ha sproloquiato alle ore 10:58 | Permalink | commenti (9)
categoria:ordinaria follia, pieces of me